E' sempre consolatorio ascoltare Martini che dal suo "esilio" parla alla e della Chiesa. E qui apro il mio cuore alla simpatia che ho per questo "uomo di mondo e prete". Si è vissuto tutta la Milano-da-bere e conosce il potere. E' importante saperlo in vita e pensante, perchè un po', diciamocelo, ci riconcilia con le toghe lunghe, le tiare e le mitrie che sfilano davanti ai microfoni e sulle colonne dei giornali. E finalmente non sono loro a fare la predica ai laici ma sono invitati a riflettere (spesso lupi travestiti da pecore umili). Prendere brani della sua lettera/omelia è forse un po' pretestuoso, brani esclusi dal loro contesto suonano diversi, vi invito a
recuperare il contenuto sui giornali di oggi. E dico: dobbiamo ringraziare Dio di averlo.