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giovedì, 20 dicembre 2007
 

Un augurio ispirato

Auguro a voi ed anche a me stessa che sia un Natale di cose buone, di pensieri positivi, di sorrisi e buone atmosfere, perché alla fine quello che conta è il “momento” , che ci condiziona nel rapporto con gli altri e nella nostra capacità di portare fortuna e pace alle cose che facciamo.

Da bloggaiola (che l’amico Hettori ha coniato) vorrei augurare per il futuro:

- un uomo dell’anno meno immorale di questo, non posso rassegnarmi ad un modello di successo così,

- di poter guardare alla politica con passione non con divertimento o pietà, che la gente di spettacolo stia in un teatro, che la gente senza talento stia a casa, che i politici governino e che le maggioranze centrino con le maggiorate sono per assonanza,

- che chi è al lavoro in questo momento sia in un posto sicuro in tutti i sensi.

- che ci sia pace, anche nei posti di cui nessuno parla più.

- che ISAAK DAWIT (un nome tra tanti)  torni finalmente a casa.

- che l'automobile islamica vada ad energia solare, di petrolio non ce n'è più, di nucleare non ne vogliamo più.

Siamo tutti un po’ Sioux è che di contratti con gli italiani da strappare se ne sono fatti tanti ma giuro che di pacchi e fregature ne ho abbastanza!

Auguri a tutti di cuore e di sorriso ;-)

postato da avevo a 16:14 | commenti (9)
hop frog


lunedì, 17 dicembre 2007
 

Politica for dummies

La chiave di interpretazione di molti messaggi politici è alla base del bisogno emergente che presuppone la verifica critica degli obiettivi istituzionali e l’individuazione di fini qualificanti al disopra di interessi e pressioni di parte non assumendo mai come implicito, con le dovute ed imprescindibili sottolineature, l’annullamento di ogni ghettizzazione.
Per Natale fatevi da soli il vostro proclama politico con il prontuario di frasi a tutti gli usi per riempire di vuoto il nulla

postato da avevo a 14:19 | commenti (3)
pensieri sparsi
 

Silvio K-PAX

Come si fa a non stare allegri! Ho appena visto lo spezzone di controcampo con il buon Silvio e mi soggiungono questi pensieri:

  • ormai ha una faccia in puro lattice, non ha più niente di umano, ricorda il personaggio di K-pax
    (trama: Prot, paziente di un'ospedale mentale, sostiene di venire da un lontano pianeta chiamato K-PAX. Il suo psichiatra determinato a provare che lo straniero è affetto di un disturbo di personalità multipla, presto dubiterà della sua diagnosi.)
  • è diventata una figura della commedia dell'arte: il cumenda che ci prova
  • sento in me il senso di scampato pericolo nell'averlo in una trasmissione ludica al posto di Palazzo Chigi
postato da avevo a 12:32 | commenti (1)
hop frog


venerdì, 14 dicembre 2007
 

Un pensiero x chi non c'è +

Mi manchi tanto...è un pensiero che mi fa soffrire e se non ci penso soffro meno.
Non so dirti cosa mi manchi di più, se la tua presenza, l'aspettativa di un tuo racconto, il sapere che ci sei.
Mi rassegno ma non riesco a darmi requie, non so dove sei, non so se ora sei felice, se finalmente respiri. Hai rifuggito gli anni ed il decadere senescente, la tua tomba è un cilindro in cui solo l'aria è ammessa.
Ma ora tu, l'energia che tanto mi ha voluto bene, la presenza discreta, il pensiero sereno dove sei?
Pensarti morto è per me una tortura e non mi rassegno, tu non potevi morire, le tue ultime parole: "senti, respiro come un zombie", sono una firma, la rassegnazione ad uno stato che non poteva più continuare ma non mi basta per pensare alla tua morte come ad una liberazione.
Non sei là tu, lo so, ma tutti questi pensieri sparsi che fanno la mia idea mancano di un elemento reale, chiave...sei felice ora? Forse.
Ci hai avvicinato ci hai dato una lezioni sul come si muore con dignità. I tuoi quadri parlano di te e del come vedevi i colori, mi hanno parlato di te, recentemente, ricordandoti come una bella persona, mi sono commossa.
Ecco cosa è il vuoto che manca; ti ho anche pensato prima, dopo, durante il piccolo intervento che ho avuto, al tuo coraggio, al tuo non lamentarti mai..anche quando te ne hanno fatte di tutti i colori, con pazienza ed ironia, mai greve mai lamentoso. Zia Elena ti ha ricordato domenica ed ancora a me sono venute le lacrime agli occhi.
Sono giorni un po' malinconici, forse parlarne aiuta.
postato da avevo a 17:09 | commenti (4)
pensieri sparsi
 

Oggi è una bella giornata

Giornata storica per gli avversari della pena di morte in America: il New Jersey ha votato l'abolizione delle esecuzioni diventando il primo stato americano a mandare in pensione il boia da quando nel 1976 la Corte Suprema autorizzò la ripresa delle esecuzioni.
La Camera del New Jersey ha votato per 44 a 36 l'abolizione della pena di morte dopo che la misura era già stata approvata lunedì dal Senato dello stato. L'effetto pratico della storica decisione è quello di salvare la vita agli otto detenuti che si trovano nel braccio della morte, che vedranno trasformata in ergastolo la loro condanna.
postato da avevo a 11:38 | commenti (3)
hop frog


lunedì, 10 dicembre 2007
 

Vecchi rancori

Reduce da un fine settimana allietato dal fantastico e strepitoso: VOGLIAMO I COLONNELLI (1973) film di Monicelli,  sulle operine di un gruppo di vecchie glorie fasciste che pianificò il cosiddetto golpe "Borghese", leggo oggi che il grande Mario ha fatto nomi e cognomi:

 “Negli anni del boom il potere andò a uomini corrotti, ottusi. Abbiamo avuto dal ’55 al ’62 un presidente della Repubblica come Gronchi che ha fatto i soldi con la vendita delle sale cinematografiche più belle. È sconvolgente”(“Quotidiano nazionale”, 26 agosto).
“Un presidente della Repubblica che si chiama Gronchi, corrotto, se le è vendute tutte quante: ottanta sale che erano dello Stato, con le quali lo Stato difendeva anche il cinema italiano” (“W l’Italia” su Raitre, 4 settembre)

E Monicelli entra anche in dettagli:
Il regista estrae dalla memoria il nome del ragioniere ed ex esercente Torello Ciucci, uomo a suo parere “molto vicino” al presidente Gronchi, al quale fu affidata l’operazione di liquidare il circuito di sale, alcune delle quali prestigiose (a Roma l’Archimede, il Supercinema, il Fiamma, il Metropolitan, il Barberini…). Un accordo con la banca privata milanese Rasini sancì la soluzione della faccenda. Soluzione discussa: la vicenda finì sulle prime pagine dei giornali, si parlò di “vendita clandestina, irregolare e senza gara, di beni dello Stato”, l’opposizione di sinistra mitragliò negli anni a seguire, accusando Ciucci di aver praticamente svenduto quel mazzo di cinema al prezzo di 2 miliardi e 600 milioni di lire, stimato la metà del valore reale sul mercato immobiliare.
Ancora nella seduta alla Camera del 18 gennaio 1961, il ministro del Tesoro, Taviani, replicando alle dure interpellanze degli onorevoli Santi, Ariosto e De Grada, ricordò l’enorme deficit accumulato dalla società (7 miliardi e 508 milioni di lire nel 1957) e rettificò il numero delle sale in ballo (non 70, bensì 45 in gestione, 6 di proprietà, 1 in comproprietà).

Monicelli infine dichiara: Mai avuto questioni legali per i miei film. Ma c’è sempre una prima volta. Ho 93 anni, sono determinato, mi difenderò in tribunale, se e quando succederà.

Anche solo per simpatia sono proprio curiosa di sapere come va a finire......

postato da avevo a 17:20 | commenti (3)
hop frog


martedì, 04 dicembre 2007
 

Un po' di sano gossip velenoso

Guerra dietro le quinte di “Verissimo” fra Silvia Toffanin e Barbara D’Urso. La D’Urso pretendeva il posto a sedere della padrona di casa per essere inquadrata dal lato giusto. Niente da fare: la Toffanin non ha mollato la poltrona. Anche la seconda richiesta di Barbara, avere a disposizione la parrucchiera di Silvia, non è andata a buon fine. Alla D’Urso non è rimasto che incassare
Evidentemente la Toffanin preserva la fortuna su cui sta seduta.....ma poi diciamocelo CHISSENEFREGA
postato da avevo a 18:39 | commenti (5)
pensieri sparsi, butta la tv


lunedì, 03 dicembre 2007
 

Non male.-

Bentornate Spice Girl, premetto che non sono una fans, mi stavano piuttosto antipatiche ma la loro rentrée tutto sommato è fatta con stile.
Non sapevano cantare prima e non lo sanno fare neppure ora ma ci mostrano che il "culotto" fasciato da un abito di raso non è assolutamente out, non c'è bisogno di entrare/uscire da cliniche disintossicanti per rimanere sulla cresta del successo. In un panorama desolante queste non-più-giovanissime ragazze danno un segnale positivo a chi dipende da mode-l'ha-detto-la-TV. Metterlo nel tag musica è troppo?

postato da avevo a 12:23 | commenti (6)
musica, riflessione del giorno