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lunedì, 30 aprile 2007
30 aprile notte di Valpurga, la tradizione celtica dei fuochi di Beltane, l'abbandono dell'inverno, la protezione dei raccolti, in poche parole: la ricerca del buon auspicio. Nella ricerca di questi dettagli oltre la solita Wikipedia, la cosa più inquietante che ho trovato è un quadro di Paul Klee del 1935 dal titolo (appunto) "La notte di Valpurga" temendo una ritorsione SIAE (e qui hai voglia a bruciare scope di saggina) non lo allego ma vi invito a ricercarlo con Google e prendere una versione ingrandibile...INQUIETANTE! Trascrivo letteralmente da Artonline:
"Questa oscura e inquietante opera rappresenta quasi un presagio degli eventi tragici incombenti sull’Europa in quegli anni. [....] Qui l’atmosfera drammatica è evidenziata dal fondo nero che emerge, a tratti, attraverso le fitte e filamentose pennellate di azzurro che compongono, accostate insieme, delle figure mostruose di impatto violento. Di questi esseri a metà tra l’umano e il ferino vediamo solo gli occhi fissi e l’aspetto informe che emerge dalle tenebre. Sono forse demoni del male che minacciano il mondo psichico di Klee [...], Dopo la sua morte, sull’urna di pietra verrà inciso uno dei pensieri più profondi scritti dallo stesso Klee: “Nell’al di qua non mi si può afferrare, ho la mia dimora tanto tra i morti quanto tra i non nati più vicino del consueto alla creazione ma ancora non abbastanza vicino”.
La realtà supera di molte molte leghe la fantasia...
Questo viaggio fotografico è qualcosa di diverso dal solito, il fotografo dà la usa visione della realtà caricandola di colore, di notte con la luna piena, spiegando i tempi di esposizione, il tipo di macchina e pellicola usati. Viaggio nell'America abbandonata delle città fantasma, dei luoghi dimenticati, delle basi militari ex guerra-fredda, dei relitti industriali. Ogni foto ha una sua storia e qui comincia il racconto
Siamo capaci tutti, chiediamo a scopi scientifici che altri facciano il nostro lavoro. Piazzo una webcam nel posto più disordinato della mia casa e mi aspetto che la gente guardi e trovi cosa? Un calzino che ho perso? Il paio di ballerine che ho messo non so dove l'estate scorsa? Noo....un fantasma. Qualora decidiate di cliccare sul link che vi propongo, pensate bene a quanto avete impiegato a passare altrove. (mi raccomando un buon killer-popup) Vai con il test...
Dimenticavo: chiedono anche un obolo per lo sforzo...e non me ne frega niente di vincere il DVD..bocca taci
Prendete una webcam piazzatela in una cella di maturazione del vostro formaggio preferito (stagionabile altrimenti si vede qualcosa di meno etico) ed ecco la vostra http://cheddarvision.tv/. Poniamo che il "cheddar" sia il tipo di formaggio che fa per voi....lo so..lo ha già detto Repubblica, ma ci tenevo a mostrarlo anche io...se vedete che il formaggio improvvisamente si muove ed esce dall'inquadratura, vuol dire che è maturo ;-)
venerdì, 27 aprile 2007
Credevo di essere rimasta senza argomenti ma questa la devo proprio condividere 4 parole: Vista Dall'alto del Sidney ArbourBridge (ho barato ma non importa).
A pensarci un po' in effetti è una buona strategia commerciale, ma sentire parlare di Barbie 2.0 mi lascia così un po' basita. Da una notizia del Chicago Tribune pare che sia stato presentato un modello di bambola con qualche feature in più: internet e mp3. A parte le declinazioni American Idol Barbie, Astronaut Barbie, Malibu Barbie e molto altro...Al solito il mio inglese poco più che scolastico mi impedisce di entrare in particolari, però quelli bravi possono leggere e capire molto meglio.
In queste situazioni si vorrebbe dire la frase-del-secolo, la frase che il tuo interlocutore non ha mai sentito, che dia l'idea di quanto hai piacere a comunicargli il tuo entusiamo.... E poi la cosa più intensa che ti viene è: CONGRATULAZIONI. Fabrizio e Laura sanno da poco tempo che diventeranno genitori e non si vogliono perdere neppure un pensiero ed è per questo che hanno aperto questo spazio. A me non resta che diventare una "zia virtuale" e puntare al logo BLOG ..
Non se troverete assolutamente fantastico il genere o se, come me, rimarrete un po' basiti di fronte al risultato. Cmq c'è questa signora con un cv di tutto rispetto, che presenta lavori realizzati con il contributo delle api; non so se mettere un paio di sandali (confido per il bene delle api, nuovi) in un alveare, cospargerli di qualche sostanza che le attrae, aspettare un po' di tempo e poi fotografarle, sia veramente una forma d'arte. A me ricordano i reperti di qualche scena del delitto, niente di sereno comunque. Vedete se può stimolare il proselitismo per questa tecnica.. Aganetha Dyck
Credetemi il "come" vale almeno quanto il "cosa", e quando invitate a casa vostra qualcuno a pranzo o a cena dovete riuscire a stupirlo con le geometrie della tavola. Da buona "Gina" diranno di voi: è una fantastica padrona di casa.. Cmq perchè non dilettarsi nella composizione del tovagliolo nelle più svariate forme? Qui si pone anche un altro problema: con che amido devo stirarli? Come fanno ad essere così perfettamente quadrati? Di fronte alla pezza bianca so che la mia mente si offuscherà e non mi ricorderò nessuna delle mosse decisive..ma cosa ci fanno una camicia ed una cravatta nel panorama delle forme del tovagliolo? Però è intrigante tutto sommato. Tanti modi di piegare il tovagliolo e non solo
giovedì, 26 aprile 2007
"Barcellona, XIV secolo. Nel cuore dell'umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Arnau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt'oggi incarna lo spirito di Barcellona, all'epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto e mercanti e banchieri in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari. Intanto l'azione dell'Inquisizione minaccia la già non facile convivenza tra cristiani, musulmani ed ebrei... Personaggio di inusuale tempra e umanità, Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della "cattedrale del popolo". E all'ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno... Un'opera in cui avventura e sentimento si uniscono al romanzo di una città, protagonista anch'essa di una straordinaria avventura corale, restituita nella drammaticità dei suoi momenti cruciali così come nella sua vivacissima quotidianità, in un'ambientazione capace di ricreare, con limpidezza superiore alla penna di uno storico, luci e ombre di un Medioevo di ineguagliabile fascino."
Dopo i Pilastri della terra credo di essere di fronte ad un deja vu
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