La torta nuziale: cosa c’è di più intrigante che entrare in una pasticceria con l’imbarazzo della scelta? Così è come ci siamo sentiti noi, entrati nell’antro del mago Pasticcere per prenotare il dolce. Fantasticavamo da giorni sulla forma, la sostanza, ma non avevamo in mente niente di preciso, e tutto ci avrebbe ingolosito.
Alla parola torta nuziale la commessa ci ha guardati con superiorità e come per magia ha estratto un album fotografico (un business da fotografia).
Torte di tutte le foghe, piani, attici e superattici, rustici, sposi di zucchero pronti a fare bungee jumping mi ricordava qualche cosa…….
No, nulla di questo, allora optiamo per un semifreddo all’arancia, ma non si ferma lì…la consulente ci propone i due sposini di marzapane formato Botero. La torta era una normale torta ad piano, cosa facciamo, creiamo due “naufraghi” nel bel mezzo del dolce?
Qualche confetto multicolore, un cestino? Fruttini, confetti d’oro, d’argento, bianchi, rossi, spumigline, una lapide in marzapane con i nostri nomi, la data impressa con il cioccolato?
Nulla di tutto ciò ma visto che ci teneva tanto l’abbiamo “marmorizzata” di frutta
Quando pensi di sposarti, maggio. Sei una lavoratrice indefessa? Non sei mai libera prima delle 18.30, ho solo il sabato a disposizione, Per i tuoi 30 minuti di gloria e protagonismo, calcola una media di 15-21 giorni di attesa….
Dall’altra parte del cornetta, ti danno subito del tu. Ecco che hai il primo contatto con il tuo personalissimo consulente (o la tua personalissima consulente).
Buongiorno! Volevo prendere appuntamento per la prova di un abito, questo sabato è possibile?
Ciao…no mi dispiace pieni! Sabato prossimo? Anche! Quello dopo? Quando vuoi.
Arriva la data dell’appuntamento sperato.
Entri nel negozio panna: Ha un appuntamento? Sì, bona superato il livello 1!
Livello 2, tomi di immagini d’abiti dalla collezione, lo stile passa dalla novella vestale, l’approccio è quello dell’album di fotografie di un matrimonio a cui non sei stata invitata e di cui non ti interessa nulla.
Il panorama è dei più vasti, fatto 100 il numero delle proposte che vedi più del 90% è assolutamente improponibile: vestali, merighe, sirene, ragazze immagine, afterhour in piscina, principesse Sissi, tigelle, catwoman, arabian nights, nonna Abelarda.
Viste certe modelle penserai: farò veramente un figurone.
Se andassi ad un festa in maschera con la metà di quegli abiti ti domandarebbero: Da cosa sei vestita?
Ti daranno un po’ di segnalibri e con questi indicherai la pagina dove hai visto l’abito che ti piace.
Qualsiasi decisione prenderai, scordati di essere tu a scegliere…non ci sarà mai esattamente l’abito che volevi, non te lo vedrai mai addosso mancherà la spallina, mancherà il fiore, la stola, il punto di colore non sarà lo stesso. O semplicemente ti diranno: No, con quello non stai bene.
E poi la tua consulente, è lei che ne ha viste centinaia, ma che dico, migliaia prima di te, che SA.
E’ depositaria dello scibile, quando ti ha visto, inquadra già il tuo gusto, e soprattutto il gusto della persona che ti accompagna.
Non pensare che ti ascolti, dietro la tenda insieme a te c’è lei e già il pensiero corre alla scelta della biancheria intima di quella mattina fino giù al gambaletto! Come ho fatto a non pensarci!!
Una delle frasi che ti escono: se potessi sposarmi in jeans lo farei! E ti vedi a dirigere una fattoria, nel fango con gli stivali, e correre per casa a piedi nudi, a cavallo di una moto, come se fossi la quintessenza della praticità….ed allora cosa ci fai lì?
Via i tuoi vestiti ed assumi posizioni da odalisca, allungata verso l’alto, entri nell’abito o meglio l’abito cala su di te. La tua personalissima consulente, ha estratto un numero di abiti, almeno 3, sono quelli che LEI preferisce, di una taglia che non è la tua. Spilli e cavi di trazione sono il kit della buona assistente, che ne sa di sartoria, pettinature, bon ton, trucco…
Come Fregoli, il grande trasformista, entri che sei tu (o almeno quello che pensavi di essere) esci che sei qualcosaltro, esattemente “quello che non volevi essere”. Mio Dio chi è quella nello specchio? Una vegliarda che si veste da bambina, una comparsa di un film di Fellini, ma poi torno normale?
Se la vostra consulente è anche un po’ perversa vi poggerà sul capo un velo da prima comunione che con la pettinatura con cui vi trovate, vi darà un’idea di vertigine, senso di paranoia, distrubi della personalità.
Hai indosso l’armamentario, la lunghezza della gonna è stata calcolata per una cestista, ti senti un po’ in Avventura tra gli Ewoks, tocchi e alzi il piede, che nel frattempo ti è stato infilato in una scarpetta a Minnie ed ecco che vieni redarguita: “La gonna non si tocca! Non si alza mai la gonna, solo pochino se fai le scale, altrimenti non è elegante!”…Ecco la prima perla di bon ton, alla seconda corri con il pensiero alla grotta in cui sei vissuta fino a quel momento, alla terza pensi alla reazione di lui quando gli dirai che non ti sposi +
Il bustino è una struttura fatta con il materiale dei gubbotti antiproiettili, che tende a schiacciare, rigida quanto basta a dare il colpo di grazia al rilassamento dei tessuti del seno, diventa un pratico contenitore porta-riso dopo la cerimonia. Se non hai almeno la 4° di seno diventi un granaio, ed allora la consultant promette di darti un reggiseno speciale che portando su la ciccia dai fianchi ti riempie il decollete.
Ma come ho potuto non incontrarti prima? Capita che al reggiseno solito, tolgano il ferretto per metterti una spallina per ciascun seno, effetto assicurato, purchè la sarta sia molto esperta, non vorrei sembrare una….una piega, un giochino di chiaro scuri, vi prego tette fatevi intravedere
Il guanto è necessario, anche quando ti fa sembrare il braccio un insaccato, perché non dimentichiamoci, il bianco ingrassa, il bianco lucido del raso e della seta moltiplicano, il taftà ti mette all’esponenziale, il corto spezza, il lungo riduce della metà la distanza tra il polso e l’ascella. E già immagini che non saprai dove metterlo, che sarà fonte di stress, che quando me lo tolgo? Dovro farlo con non chalance (???) ma viene via come una muta da sub! Non ho tasche, lo appoggio dove, me lo lego intorno al collo….lo compro ma so che non le metterò
Lo scialle o la stola, se hai scelto un abito spalla nuda, non pensare di cavartela ed entrare in chiesa così, ci vuole qualche cosa sulla spalla, ed ancora pensi che non è il caso di drammatizzare, solo per la cerimonia. Allacciato dietro, di lato, incrociato sulla schiena, avvolto sul collo, stola del sindaco, nonna di Heidi, la stola è una striscia di tessuto, dal voile impalpabile o del tessuto della gonna che ci deve essere, allora pensi che forse un abitino a mezza manica, una magliettina bianca poteva fare al caso tuo ma guarda caso tra gli abiti che hai lì non c’è nulla di simile.
Ed ecco che la tenda si apre e vieni presentata in tutta la tua ….la tua…..alla tua accompagnatrice. Se fossi una torta saresti piena di colesterolo, hai un sorriso d’aspettativa: nel mio caso mia madre si è illuminata d’immeso con qualche riserva sul velo. Io avevo riserve su tutto.
Ciascuno ha una propria forma di fede, c’è chi si è sentita investita di una grande esperienza, c’è chi l’ha trovata talmente interessante da volerne fare almeno 2, qui non voglio parlare del rapporto con il DIVINO, ma di quello che gli uomini fanno per fare di un sacramento un’occasione di indottrinamento. Se avessi potuto scegliere non l’avrei fatto! Ma pare essere un obbligo e dunque eccomi puntuale al corso, anche se in fase di pratiche matrimoniali, il prete ci ha detto che potevamo anche farne a meno. Di 8 lunghi sabati sera, non mi è rimasto un buon ricordo, non credo mi servirà nulla di quello che ho appreso, quello che mi porto in “dote” l’ho costruito in tutta una vita. Nonostante il corso mi sposerò
La ricerca della casa, se non ha già qualcuno che ci ha pensato per te, rasenta il confine della realtà. Ho visto cose che voi umani….. In 6 mesi più di 30 immobili, Il nostro sogno era il più romantico, era una cascina da ristrutturare, da qualche parte. Sono riusciti a riproporci lo stesso immobile almeno in 4 soluzioni diverse,
Si trattava di una porzione di cascina su 3 piani con 7000 mq di terreno: 1° visita luglio ci piace non ci convince subito però, è pericolante, guai a salirci sopra, dopo 2 mesi (settembre) chiamiamo per rivederla, l’intermediario, ridendomi in faccia ci dice che “certe occasioni si sfruttano subito” è stata venduta.
A Novembre rivediamo l’immobile sulle inserzioni, al 15% in meno…boh
2° visita immobile un po’ meno pericolante di prima, saliamo fino al terzo piano, c’è un tentativo di venderci solo parte del terreno, ci sono probabilità che diventi terreno edificabile. Dopo un tour con l’impresa decidiamo che è un’operazione troppo onerosa
A gennaio ci richiama un’altra agenzia: abbiamo l’occasione che fa per voi! C'è un rustico panoramiccisimo è su 3 piani con 1.000 mq di terreno (ad un prezzo superiore del 10%) a quello della seconda visita se no solo una porzione dei 3 piani, la più bella ad un prezzo ragionevole!!
Per contro abbiamo trovato case con destinazione d’uso incerta, gente che affittava pecore per simulare agriturismi, amici di sindaco, servitù di passaggio al limite della stanza da letto, luoghi tetri e transilvanici, luoghi irraggiungibili dalle macchine, pali dell’alta tensione, cascine medioevali e rinascimentali, mutuabilissime, panoramicissime, nessuno sopra, nessuno sotto, AAAalquanto a malincure, AAAAfrettatvevi, Dateci dentro, Sotto a chi tocca…. Ad una mia amica è capitato un immobile con un tizio dentro agli arresti domiciliari, aveva bisogno di rifare il tetto ma non aveva i soldi. Gli agenti immobiliari hanno un cuore? Ed un cervello?